Disfunzione erettile
Le erezioni spontanee al risveglio dicono se la causa è vascolare o psicogena. Ecocolordoppler penieno dinamico…
Apri la paginaUna pagina per ogni disturbo, con i criteri che uso per decidere. Visita ed ecografia nello stesso appuntamento, in Via San Pio V 32 a Torino.
Se il motivo per cui stai leggendo è un’erezione che non regge, un testicolo gonfio, uno spermiogramma alterato o un rapporto diventato doloroso, la cosa più utile è saltare la teoria e andare al disturbo che ti riguarda: sotto trovi una pagina per ciascuno. La prima visita costa 140–150 euro, comprende l’ecografia quando serve a chiarire il quadro, non richiede impegnativa e si prenota al 011 836 941. Ricevo martedì e giovedì dalle 14 alle 20 in Via San Pio V 32 a Torino.
L’andrologia è la branca della medicina che studia la salute maschile, con riferimento alle disfunzioni dell’apparato riproduttore e urogenitale. Tradotto nei motivi per cui le persone prenotano:
Molti di questi quadri si intrecciano, e una delle ragioni per cui conviene una valutazione unica è proprio questa: un’eiaculazione precoce comparsa a quarant’anni è spesso il sintomo di un’erezione che sta cedendo, e un varicocele non ha niente a che vedere con la rigidità pur essendo il primo sospetto di chi cerca su internet.
In andrologia l’esame obiettivo da solo lascia troppe domande aperte: il varicocele va documentato con il reflusso, un’erezione debole va distinta fra deficit arterioso e fuga venosa, un testicolo dolente va guardato dentro. Per questo l’ambulatorio ha il lettino e l’ecografo nella stessa stanza, e le ecografie andrologiche — ecocolordoppler penieno dinamico, studio dei funicoli spermatici, ecografia scrotale — si eseguono durante la visita, non in una seconda seduta. Esci con una diagnosi, non con un elenco di esami da prenotare altrove.
Alla prima visita porta gli esami che hai già, anche vecchi, e l’elenco dei farmaci: una quota rilevante dei disturbi sessuali che arrivano in studio dipende da una terapia in corso.
Normalmente l’andrologo è un urologo o un endocrinologo, ma l’andrologia è una specialità tipicamente multidisciplinare: dietro un disturbo sessuale ci sono, a seconda dei casi, un problema vascolare, un assetto ormonale, una dinamica di coppia o tutte e tre le cose insieme. Per questo motivo mi avvalgo in studio di uno staff in cui sono presenti le figure dello Psichiatra Sessuologo, dello Psicologo Sessuologo, dell’Endocrinologo Andrologo, del Ginecologo e del Chirurgo Plastico. La visita sessuologica può essere individuale o di coppia, e nelle difficoltà che la coppia vive insieme la seconda rende quasi sempre di più.
Mi occupo di andrologia dai primi anni Novanta, da quando ho iniziato l’attività in ospedale, e su questi argomenti ho pubblicato. Sono stato responsabile dell’Andrologia nel reparto di Urologia dell’Ospedale Mauriziano di Torino e dal 2007 sono responsabile Andrologo al Promea, il centro per la fecondazione assistita più sviluppato in Piemonte e tra i primi centri in Italia. Alla specializzazione ho aggiunto un Master Europeo in chirurgia andrologica, un Master Universitario in Andrologia e un diploma di Consulente Sessuologo.
Sul versante chirurgico sono stato tra i primi in Italia, nel 1996, a correggere il varicocele con la tecnica di Tauber — la sclerotizzazione delle vene spermatiche per via anterograda — che permette l’anestesia locale con un ricovero di sole tre o quattro ore. Ho all’attivo una casistica importante di correzioni di curvature peniene, e nel centro di fecondazione dove lavoro eseguo regolarmente il recupero di spermatozoi dal testicolo nei pazienti azoospermici, anche con tecniche microchirurgiche (MicroTESE).
L’elenco completo degli studi pubblicati è nelle pubblicazioni andrologiche e nelle pubblicazioni chirurgiche; il percorso formativo per esteso è nel curriculum.
L’andrologia è diventata una disciplina a sé stante solo dalla fine degli anni sessanta: è una storia breve, e spiega perché la salute sessuale e riproduttiva maschile sia stata per decenni un campo di nessuno.
Culturalmente, fino a pochi anni fa, si riteneva che il problema della fertilità nascesse e andasse curato quasi sempre nella donna, e la conseguenza pratica si vede ancora adesso in studio: nelle coppie che non concepiscono capita che la donna abbia già completato un giro di esami invasivi quando l’uomo non ha ancora fatto uno spermiogramma, che costa poco e si ottiene in pochi giorni.
Nei disturbi dell’erezione il ritardo è lo stesso, con un prezzo diverso: aspettare fa perdere l’occasione di leggere un sintomo che spesso precede di anni un problema vascolare o metabolico ancora senza nome. È il motivo per cui alla prima visita chiedo sempre pressione, glicemia e terapie in corso, anche quando il motivo della prenotazione sembra riguardare soltanto la sfera sessuale.
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