Visita andrologica a Torino
Visita andrologica con ecografia nella stessa seduta: quando è urgente, come si svolge, che cosa portare.

La visita andrologica nello studio di Via San Pio V dura il tempo che serve a chiudere il quadro: racconto, esame obiettivo e, quando è utile, ecografia eseguita nella stessa seduta. Costa 140–150 euro e si prenota al numero 011 836 941.
Quando ha senso prenotarla e quando no
Ci sono motivi che rendono la visita andrologica urgente e motivi che la rendono semplicemente opportuna. Vale la pena distinguere, perché un uomo che rimanda per imbarazzo tende a rimandare anche quando il tempo conta.
Richiede una valutazione rapida un dolore testicolare comparso all’improvviso, un gonfiore che cresce in pochi giorni, un nodulo duro percepito al testicolo, un’erezione dolorosa e prolungata senza stimolo, una curvatura del pene comparsa in pochi mesi. In questi casi il ritardo cambia la prognosi: il tumore del testicolo colpisce soprattutto fra i venti e i quarant’anni ed è una delle neoplasie con la maggiore probabilità di guarigione quando viene intercettata presto.
È opportuna invece, senza fretta, quando una coppia ha rapporti regolari non protetti da circa un anno senza che arrivi una gravidanza, quando un’erezione non è più quella di prima da qualche mese, quando l’eiaculazione arriva sistematicamente prima di quanto entrambi vorrebbero, quando si è trovato per caso un varicocele, oppure semplicemente perché si sono superati i quarant’anni e non si è mai fatto un controllo.
Non serve una visita andrologica, al contrario, per un bruciore urinario isolato con urine torbide: quello è un quadro da visita urologica e da esame delle urine con urinocoltura. E non serve ripetere la visita a distanza di poche settimane solo per riportare esami che possono essere letti in una videoconsulenza.
Che cosa succede davvero durante la visita
La parte che vale di più è la prima
Il colloquio non è una formalità. Serve a stabilire da quanto tempo esiste il disturbo, se è comparso all’improvviso o si è installato per gradi, se si manifesta in tutte le situazioni o solo in alcune. La distinzione fra un deficit erettile presente anche al risveglio e uno che scompare in vacanza, per esempio, sposta la diagnosi dall’organico al relazionale e cambia tutto il percorso successivo.
Entrano nel colloquio anche elementi che il paziente spesso non collega al problema: la terapia per la pressione alta, gli antidepressivi, il testosterone assunto in palestra, un diabete tenuto male, una vecchia ernia inguinale operata da bambino, il fumo. Portare le confezioni dei farmaci o un elenco scritto fa risparmiare tempo e riduce il rischio di dimenticanze.
L’esame obiettivo
Comprende la valutazione del pene a riposo, la palpazione dei testicoli e degli epididimi, la ricerca del varicocele in piedi e sotto manovra di Valsalva, il controllo dei caratteri sessuali secondari. Se il motivo della visita riguarda anche la sfera urinaria, o se l’età lo rende opportuno, si aggiunge l’esplorazione rettale per valutare prostata e tono sfinterico.
L’ecografia nella stessa seduta
Nello studio è presente l’ecografo: quando l’esame obiettivo lascia un dubbio, l’indagine si esegue subito. Un varicocele che si sospetta alla palpazione viene confermato e graduato con l’ecocolordoppler dei funicoli spermatici; un nodulo testicolare viene caratterizzato con l’ecografia scrotale; un deficit erettile con sospetto vascolare si studia con l’ecocolordoppler penieno dinamico. Questo evita il percorso più frustrante per il paziente, quello in cui la visita produce solo una lista di esami da prenotare altrove.
Che cosa esci con in mano
Al termine della visita il quadro è, nella maggior parte dei casi, già definito. Le conclusioni possibili sono tre: il disturbo si tratta con una terapia medica e si fissa un controllo; il disturbo richiede un approfondimento mirato, e in quel caso l’elenco degli esami è breve e motivato voce per voce; il disturbo ha un’indicazione chirurgica, e allora si discute la tecnica, la sede e i tempi.
Il referto scritto comprende l’ecografia eseguita in sede. Vale la pena conservarlo: nei disturbi andrologici il confronto fra un’immagine di oggi e una di tre anni fa è spesso più informativo del singolo esame isolato.
Un passaggio che molti saltano: la prevenzione prima dei vent’anni
La visita andrologica dell’adulto arriva quasi sempre tardi. Da quando è scomparsa la figura del medico scolastico e la visita di leva non esiste più per i nati dal 1986 in poi, sono venuti meno i due filtri che intercettavano il varicocele in adolescenza, quando la correzione protegge la fertilità futura. È il motivo per cui in questo studio si propone un controllo a 14, 16 e 18 anni: la pagina dedicata all’andrologia screening spiega i numeri e il razionale di questa proposta di prevenzione andrologica.
Domande frequenti sulla visita andrologica
La visita andrologica è dolorosa?
No. L’esame obiettivo e l’ecografia scrotale non comportano dolore. L’unico passaggio che alcuni pazienti trovano fastidioso è l’esplorazione rettale, che dura pochi secondi e si esegue solo quando è indicata. L’ecocolordoppler penieno dinamico prevede un’iniezione di farmaco vasoattivo nel corpo cavernoso: il fastidio è paragonabile a quello di un prelievo.
A che età si fa la prima visita andrologica?
La prima valutazione andrebbe fatta in adolescenza, intorno ai 14 anni, e ripetuta a 16 e 18. In età adulta non esiste un’età giusta: esiste un motivo. Dopo i cinquant’anni la visita andrologica si integra di fatto con il controllo urologico della prostata.
Posso fare la visita se ho già un andrologo?
Sì, e il secondo parere è particolarmente utile prima di un intervento. Porta con te il referto di chi ti ha visitato e gli esami su cui si basa l’indicazione: una valutazione indipendente ha senso se parte dagli stessi dati.
Quanto tempo prima devo prenotare?
Lo studio riceve il martedì e il giovedì dalle 14 alle 20. Per i quadri che richiedono una valutazione rapida, come un dolore testicolare acuto, segnalalo al telefono: la disponibilità viene gestita di conseguenza.