PSA alto
Che cosa falsa il valore, come si legge davvero e perché la risonanza multiparametrica viene prima dei prelievi.
Un PSA sopra la soglia non è una diagnosi di tumore: nella maggioranza dei casi dipende da altro. Prima di qualunque decisione la domanda giusta è che cosa è successo nelle due settimane precedenti al prelievo — un rapporto, una pedalata, un’infiammazione, un catetere — e quale terapia è in corso. Un secondo dosaggio fatto nelle condizioni giuste evita una quota enorme di esami inutili.
Che cosa misura davvero il PSA
L’antigene prostatico specifico è una proteina prodotta dalla prostata, non dal tumore. È specifico dell’organo, non della malattia: sale ogni volta che la ghiandola è irritata, infiammata, ingrossata o manipolata. Per questo un valore isolato, letto senza contesto, produce più ansia che informazione.
Che cosa lo fa salire senza che ci sia un tumore
- Eiaculazione nelle 48 ore precedenti. È la causa più banale e la più frequente.
- Prostatite acuta o cronica. Può far salire il valore in modo marcato, e servono sei-otto settimane dalla risoluzione prima di ridosarlo. Il percorso è nella pagina sulla prostatite.
- Ipertrofia prostatica benigna. Una ghiandola voluminosa produce più PSA a parità di tutto il resto.
- Bicicletta, cavallo, motocicletta nei giorni precedenti.
- Catetere vescicale, cistoscopia, biopsia recente. Dopo una biopsia servono settimane.
- Ritenzione urinaria acuta. Fa impennare il valore.
E ce n’è una che lo fa scendere ingannando il lettore: gli inibitori della 5-alfa-reduttasi, assunti per l’ipertrofia prostatica o per l’alopecia, dimezzano il PSA dopo circa sei mesi. In un uomo in terapia il valore va raddoppiato per essere interpretato, altrimenti un PSA in crescita sembra tranquillo.
L’esplorazione rettale, al contrario di quanto si crede comunemente, non altera in modo clinicamente rilevante il valore; per prudenza, quando possibile, il prelievo si fa comunque prima.
Come leggo un valore alterato
Il numero assoluto conta meno di quanto si pensi. Quello che guardo è:
- L’andamento nel tempo. Due valori stabili a distanza di mesi dicono molto più di un valore singolo. Un PSA che cresce costantemente, anche restando sotto soglia, merita più attenzione di un valore alto ma fermo da anni.
- Il rapporto fra PSA libero e PSA totale. Una quota libera bassa orienta verso la prostata ghiandolare patologica; una quota libera alta è più tipica dell’adenoma benigno.
- La densità, cioè il PSA rapportato al volume della ghiandola misurato all’ecografia. È il modo per non allarmarsi davanti a un valore alto prodotto semplicemente da una prostata molto grande.
- L’età, la familiarità e l’esplorazione rettale. Un nodulo duro palpabile pesa più di qualunque numero.
Il passaggio che oggi viene prima della biopsia
Quando il sospetto persiste dopo un secondo dosaggio corretto, il percorso attuale non va direttamente alla biopsia: prevede prima una risonanza magnetica multiparametrica della prostata. La risonanza individua le aree sospette e le classifica; se non mostra lesioni significative, in molti casi consente di evitare la biopsia, e quando mostra una lesione permette di mirare i prelievi invece di campionare alla cieca.
È il cambiamento più importante degli ultimi anni nella gestione del PSA alterato, ed è la ragione per cui un valore alterato oggi non significa quasi mai una biopsia immediata.
Il contesto che serve per decidere
Il carcinoma prostatico è una patologia maligna frequente nel maschio, che in genere insorge dopo i cinquant’anni, normalmente non dà sintomi nelle fasi iniziali e, come per altri tumori, la familiarità ne aumenta il rischio. Il fatto che non dia sintomi è esattamente il motivo per cui il PSA e l’esplorazione rettale restano parte del controllo — e anche il motivo per cui i sintomi urinari non sono un criterio: la difficoltà a urinare dipende dall’adenoma, non dal tumore, e un uomo che urina benissimo non è per questo al sicuro.
Errori frequenti
- Dosare il PSA il giorno dopo un rapporto o una lunga pedalata e poi allarmarsi.
- Decidere una biopsia su un singolo valore, senza ripeterlo in condizioni corrette.
- Dosarlo durante o subito dopo una prostatite.
- Leggere il valore di chi assume finasteride o dutasteride senza raddoppiarlo.
- Considerarsi tranquilli perché non ci sono disturbi urinari.
- Saltare la risonanza multiparametrica e passare direttamente ai prelievi.
Domande che arrivano in studio
Da che età conviene controllarlo?
In assenza di familiarità il controllo si imposta in genere dai cinquant’anni, anticipandolo di cinque-dieci anni in chi ha avuto padre o fratelli con carcinoma prostatico. La decisione va presa insieme, valutando età e aspettativa di vita, perché lo screening ha senso finché una diagnosi cambierebbe qualcosa.
Come mi preparo al prelievo?
Niente rapporti nelle 48 ore precedenti, niente bicicletta nei due-tre giorni prima, e non farlo durante o subito dopo un’infezione urinaria. Se assumi finasteride o dutasteride, dillo a chi interpreta il risultato.
Un PSA alto una volta sola significa che dovrò controllarlo per sempre?
Significa che va ripetuto in condizioni corrette. Se rientra e resta stabile, si torna al ritmo di controllo abituale.
Posso portare esami di anni fa?
Sì, ed è la cosa più utile che puoi fare: la serie storica del PSA vale più di qualunque singolo valore. La visita urologica costa 140–150 euro e comprende l’ecografia quando serve.
Il PSA si legge insieme al resto del quadro prostatico, e le pagine collegate sono elencate nell’urologia, fra prostata, reni e vescica. Si prenota al 011 836 941, martedì e giovedì pomeriggio.
Fonti
- EAU Guidelines on Prostate Cancer. Uso del PSA, risonanza magnetica multiparametrica e indicazioni alla biopsia.
- AIRC — Tumore della prostata. Fattori di rischio, diagnosi e trattamenti disponibili.