Studio Dr. Giorgio Del Noce Dott. Giorgio Del NoceAndrologia · Urologia

Cistite e infezioni urinarie

Perché nell’uomo un’infezione urinaria va sempre indagata, e come si riconosce dove sta davvero l’infezione.

Nella donna una cistite isolata è un evento comune e si tratta senza drammi. Nell’uomo no. L’uretra maschile è lunga e la prostata produce sostanze ad azione antibatterica: un’infezione urinaria in un uomo adulto è sempre da considerare complicata e richiede di cercare che cosa l’ha resa possibile. È la differenza più importante di tutta questa pagina.

Perché nell’uomo si indaga sempre

La vescica è sede frequente di patologie urologiche e le infiammazioni — soprattutto le cistiti femminili — ne rappresentano la quota maggiore. Quando però l’infezione compare in un maschio, soprattutto dopo i cinquant’anni, nella grande maggioranza dei casi c’è un fattore che la favorisce:

  • ristagno di urina per ostruzione da ipertrofia prostatica: l’urina che non viene espulsa è terreno di coltura;
  • un focolaio prostatico che funziona da serbatoio e fa ricomparire sempre lo stesso germe, come nella prostatite cronica batterica;
  • calcoli in vescica o nelle vie urinarie, che ospitano batteri al loro interno;
  • cateterismi o manovre endoscopiche recenti;
  • diabete non compensato;
  • fimosi serrata, che nei giovani mantiene infiammazioni ricorrenti: il tema è nella pagina su fimosi e frenulo corto.

Curare l’infezione e non cercare la causa significa garantirsi la recidiva.

Riconoscere dove sta l’infezione

La sede cambia completamente la terapia e l’urgenza.

  • Cistite. Bruciore a urinare, urgenza, minzioni frequenti e scarse, dolore sovrapubico, urine torbide o maleodoranti, talvolta un po’ di sangue. Niente febbre.
  • Pielonefrite. Febbre alta con brividi, dolore al fianco, malessere marcato. L’infezione ha raggiunto il rene: è una situazione da valutare subito, non da trattare per via telefonica.
  • Prostatite acuta. Nell’uomo, febbre e dolore perineale con difficoltà a urinare orientano qui.

Il principio pratico: bruciore senza febbre è un problema delle basse vie; bruciore con febbre non lo è più. Quando il bruciore compare a distanza di giorni da un rapporto a rischio il percorso è un altro, con esami e tempi propri: li trovi nell’articolo su uretrite e infezioni sessualmente trasmissibili.

L’urinocoltura: quando serve e quando si può evitare

In una donna giovane con una cistite semplice e isolata, con sintomi tipici, si può trattare senza coltura. In tutti gli altri casi — uomo, infezioni ricorrenti, gravidanza, febbre, fallimento di una terapia, catetere, diabete, recente ricovero — l’urinocoltura con antibiogramma va fatta prima di iniziare l’antibiotico. Dopo la prima dose il risultato perde affidabilità, e quando serve davvero non si ha più.

Il campione si raccoglie dal mitto intermedio, dopo igiene, meglio al mattino, e va portato in laboratorio entro un paio d’ore o conservato in frigorifero: un campione lasciato al caldo per mezza giornata produce colture positive che non significano nulla.

La batteriuria asintomatica non si cura

Trovare batteri in un’urinocoltura eseguita per caso, in una persona senza sintomi, non è un’infezione e nella grande maggioranza dei casi non va trattato: l’antibiotico non dà benefici e seleziona resistenze. Le eccezioni sono poche e precise: la gravidanza e il periodo che precede un intervento urologico con sanguinamento previsto. Vale anche per i portatori di catetere, in cui la coltura è praticamente sempre positiva.

Infezioni che ritornano: che cosa cambia

Quando gli episodi sono tre o più in un anno, l’obiettivo si sposta dalla cura del singolo episodio alla riduzione delle recidive. Nella donna si lavora su idratazione, svuotamento dopo il rapporto, gestione della stipsi, e nella post-menopausa la terapia estrogenica locale è uno dei pochi interventi con un effetto documentato; esistono inoltre strategie non antibiotiche di profilassi.

Nell’uomo, invece, il ritorno dell’infezione è un sintomo: significa che il fattore favorente è ancora lì. Si misura il residuo post-minzionale, si valuta la prostata, si cercano calcoli. Il trattamento vero è rimuovere la causa.

Errori frequenti

  • Trattare un uomo con un ciclo breve, come si farebbe con una cistite femminile semplice.
  • Iniziare l’antibiotico e poi fare l’urinocoltura.
  • Curare una coltura positiva in una persona senza sintomi.
  • Ripetere sempre lo stesso antibiotico a ogni episodio, senza antibiogramma.
  • Attribuire a un’infezione un sangue nelle urine comparso senza bruciore: in quel caso il percorso è un altro, descritto nella pagina sul sangue nelle urine.
  • Ridurre i liquidi perché urinare fa male: è esattamente il contrario di quello che serve.

Domande che arrivano in studio

Il mirtillo rosso funziona?

I dati sono contrastanti e l’effetto, quando c’è, è modesto e limitato alla prevenzione delle recidive nella donna. Non ha alcun ruolo nel trattamento di un episodio in corso e non sostituisce la ricerca della causa in un uomo.

Un’infezione urinaria si trasmette al partner?

Le cistiti comuni, sostenute da germi intestinali, non si trasmettono. Discorso diverso per le uretriti da infezioni sessualmente trasmesse, che si presentano con bruciore e secrezione e vanno trattate in entrambi i partner.

Quando devo andare in pronto soccorso?

Febbre alta con brividi, dolore al fianco, vomito, impossibilità di urinare, o sintomi in chi ha un solo rene o è portatore di catetere.

Che cosa porto alla visita?

Tutte le urinocolture eseguite, anche vecchie, con i relativi antibiogrammi, e l’elenco degli antibiotici già assunti. La sequenza dei germi nel tempo è il dato più informativo. La visita urologica costa 140–150 euro e comprende l’ecografia con la misurazione del residuo.

Quando l’infezione torna, la causa sta quasi sempre in un altro capitolo: li trovi tutti nell’urologia, con le patologie di prostata, reni e vescica. Prenotazioni al 011 836 941, martedì e giovedì 14-20.

Fonti

  1. EAU Guidelines on Urological Infections. Linee guida europee su prostatiti, infezioni urinarie e durata delle terapie antibiotiche.
  2. ISSalute — Cistite. Istituto Superiore di Sanità: cause, terapie e prevenzione delle recidive.