Visita urologica a Torino
Prostata, vescica e reni: i sintomi che portano in ambulatorio e come si interpreta il PSA.

La visita urologica in Via San Pio V costa 140–150 euro e comprende, quando serve, l’ecografia di prostata, vescica e reni eseguita nello stesso ambulatorio. Per l’ecografia dell’apparato urinario presentati con la vescica piena: bevi mezzo litro d’acqua circa un’ora prima e non urinare.
I sintomi che portano in ambulatorio, e cosa significano
Quasi tutti i motivi di una visita urologica maschile rientrano in quattro famiglie, e riconoscere la propria aiuta a capire quanto è urgente muoversi.
Il getto cambiato
Getto più debole, esitazione iniziale, necessità di spingere, gocciolamento finale, sensazione di svuotamento incompleto, risvegli notturni per urinare. È il corteo dell’ostruzione cervico-uretrale, nella grande maggioranza dei casi legato all’adenoma prostatico, che è presente nella quasi totalità degli uomini sopra i cinquant’anni. Non ogni adenoma va trattato: la visita serve a stabilire se sta davvero ostruendo e quanto, perché il trattamento si decide sull’ostruzione, non sul volume della ghiandola.
Il bruciore e la fretta
Bruciore a urinare, urgenza, aumento della frequenza, dolore sovrapubico o perineale. Nel giovane va considerata la prostatite acuta, che si accompagna a febbre anche elevata e talvolta a sangue nelle urine. La forma cronica ha sintomi più sfumati, può durare mesi e si associa spesso a uno stato di sofferenza psicologica e, talvolta, ad alterazioni della sfera sessuale: è la ragione per cui la prostatite cronica va valutata da chi si occupa anche di andrologia.
Il sangue nelle urine
L’ematuria, anche se comparsa una sola volta e anche se non dolorosa, merita sempre un approfondimento. Nei tumori della vescica, più frequenti in chi fuma o ha lavorato con vernici e solventi, il sangue nelle urine è spesso il primo e unico segnale. La diagnosi è in genere ecografica e la prima indagine si può fare subito, in studio.
La colica e il calcolo
Dolore violento al fianco che si irradia verso l’inguine, spesso con nausea. Il rene è di competenza urologica per la calcolosi e per la patologia tumorale; la prevenzione metabolica della calcolosi e l’insufficienza renale sono invece di competenza nefrologica. Dopo una colica l’ecografia serve a capire se esistono altri calcoli e se c’è dilatazione delle vie urinarie.
La prostata produce circa il 25% del liquido seminale e difende l’apparato urinario dalla contaminazione batterica; il 70% circa del seme viene dalle vescicole seminali poste sopra la ghiandola e solo il 5% dai testicoli. Conoscere queste proporzioni spiega perché un intervento sulla prostata può ridurre il volume dell’eiaculato senza che la produzione di spermatozoi sia cambiata.
Il PSA: come leggerlo senza allarmarsi e senza sottovalutarlo
Il PSA è un marcatore d’organo, non di tumore. Si alza per il carcinoma prostatico, ma anche per l’adenoma, per una prostatite, dopo un rapporto, dopo una lunga pedalata, dopo un’esplorazione rettale o un cateterismo. Un valore isolato dice poco; il suo andamento nel tempo dice molto. Per questo in visita si chiedono i dosaggi precedenti e si valuta il PSA insieme al volume prostatico, al rapporto fra frazione libera e totale, all’esplorazione rettale e all’età.
Il tumore della prostata insorge in genere dopo i cinquant’anni, normalmente non dà sintomi e la familiarità ne aumenta il rischio: chi ha avuto padre o fratello colpiti dovrebbe anticipare il primo controllo. Sapere di avere una familiarità e non dirlo in visita è uno dei modi più efficaci per rendere inutile il controllo stesso.
Che cosa portare
- Esami del sangue recenti, in particolare PSA totale e libero, creatinina, glicemia.
- Esame delle urine e urinocoltura, se eseguiti.
- Referti di ecografie, TAC o risonanze già fatte, anche di anni prima.
- Elenco dei farmaci in corso: molti antipertensivi, antidepressivi e antistaminici influenzano la minzione.
- Eventuali referti operatori o istologici.
Dove si prosegue, se serve un intervento
L’attività chirurgica urologica si svolge nelle strutture con cui il Dott. Del Noce collabora: la Casa di Cura San Luca di Pecetto, accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale, la Clinica Pinna Pintor, la Clinica Fornaca e la Clinica Santa Caterina da Siena a Torino. L’elenco completo e il ruolo in ciascuna struttura sono nella pagina dove ricevo; il percorso formativo e l’esperienza ospedaliera sono descritti nel curriculum.
Domande frequenti sulla visita urologica
L’esplorazione rettale si fa sempre?
No, si esegue quando il motivo della visita riguarda la prostata o quando l’età e i sintomi la rendono opportuna. Dura pochi secondi e fornisce informazioni che nessun esame del sangue può dare: consistenza, superficie e dolorabilità della ghiandola.
Devo smettere di assumere farmaci prima della visita?
Mai di propria iniziativa. Se stai assumendo farmaci per la prostata, segnalalo: alcuni riducono il PSA di circa la metà e il valore va interpretato tenendone conto. Lo stesso vale per gli anticoagulanti, che hanno rilievo se si profila un intervento.
Perché mi chiedono di arrivare con la vescica piena?
La vescica distesa permette di valutarne le pareti, di misurare il residuo dopo la minzione e di studiare meglio la prostata per via sovrapubica. A vescica vuota l’esame perde buona parte del suo valore e va ripetuto.
Un’ecografia sostituisce la cistoscopia?
No. L’ecografia è il primo passo e individua la maggior parte delle lesioni vescicali, ma davanti a un’ematuria non spiegata la cistoscopia resta l’esame che chiude la questione. La visita serve anche a stabilire quando vale la pena arrivarci.