Studio Dr. Giorgio Del Noce Dott. Giorgio Del NoceAndrologia · Urologia

Eiaculazione precoce

La distinzione fra forma primaria e acquisita decide la terapia: cause da escludere, trattamenti e risultati attesi.

Prima di parlare di terapia serve stabilire una cosa: è sempre stato così, oppure è cominciato a un certo punto della vita? Le due forme hanno cause diverse, esami diversi e risposte diverse al trattamento. Confonderle è il motivo per cui tanti uomini girano per anni fra spray anestetici e consigli da internet senza risolvere nulla.

Le due forme, e perché la distinzione decide tutto

Eiaculazione precoce primaria (lifelong). Presente fin dai primi rapporti, costante con ogni partner e in ogni situazione, con un tempo molto breve dalla penetrazione. Ha una base neurobiologica, legata alla sensibilità dei circuiti serotoninergici che controllano il riflesso eiaculatorio. Non è un difetto di volontà né il risultato di una educazione sbagliata, ed è la forma che risponde meglio al trattamento farmacologico associato al lavoro comportamentale.

Eiaculazione precoce acquisita. Compare dopo un periodo di normalità. Qui la domanda giusta non è «come rallentare» ma «che cosa è cambiato», perché dietro c’è quasi sempre qualcosa di identificabile: una disfunzione erettile iniziale che spinge ad accelerare per paura di perdere la rigidità; una prostatite cronica; un ipertiroidismo; un cambiamento nella relazione; la sospensione di un farmaco serotoninergico.

La forma acquisita secondaria a una disfunzione erettile è la più fraintesa di tutte. Se si tratta solo l’eiaculazione, il risultato è un peggioramento: si toglie l’unica strategia che l’uomo aveva trovato per concludere il rapporto. In questi casi si tratta prima l’erezione, e molto spesso l’eiaculazione si riallinea da sola.

Che cosa si misura, e che cosa invece non serve misurare

Il parametro di riferimento è il tempo che intercorre fra la penetrazione e l’eiaculazione, insieme a due elementi altrettanto importanti: la percezione di non avere controllo e il disagio che ne deriva per la persona e per la coppia. Un uomo con tempi brevi che sta bene così, e la cui partner sta bene così, non ha una patologia da trattare.

In visita escludo le cause organiche che vale la pena cercare: una prostatite, un frenulo corto che aumenta la trazione e la sensibilità durante il rapporto, una fimosi serrata, una tiroide iperfunzionante. Il frenulo breve merita una menzione a parte perché è una causa banale, frequente nei giovani e risolvibile con un intervento ambulatoriale di pochi minuti.

Non servono, salvo sospetti precisi: dosaggi ormonali a tappeto, ecografie prostatiche di routine in un ventenne, test neurofisiologici.

Le terapie e che cosa ci si può aspettare da ciascuna

  • Terapia comportamentale. Tecniche di stop-start e di compressione, lavoro sulla soglia di eccitazione, modifica dello schema del rapporto. Funziona, ma richiede costanza e in genere la collaborazione della partner. Da sola rende meglio nelle forme acquisite e lievi.
  • Farmaci serotoninergici. Alzano la soglia del riflesso eiaculatorio. Esistono sia molecole da assumere al bisogno sia schemi quotidiani; la scelta dipende dalla frequenza dei rapporti e dalla tolleranza. L’effetto è reale ma condizionato: alla sospensione la situazione tende a tornare al punto di partenza se non si è lavorato anche sul piano comportamentale.
  • Anestetici topici. Riducono la sensibilità del glande. Semplici e poco costosi; vanno usati con un preservativo o rimossi prima del rapporto, altrimenti l’anestesia passa alla partner. Non risolvono le forme primarie severe.
  • Trattamento della causa. Nella forma acquisita è la strada principale: curare la prostatite, correggere il frenulo, riequilibrare la tiroide, affrontare la disfunzione erettile.
  • Percorso sessuologico. Quando la componente ansiosa e relazionale è dominante. In studio collaboro con lo psichiatra sessuologo e con lo psicologo sessuologo, e la visita sessuologica può essere individuale o di coppia.

Errori che allungano i tempi

  • Trattare l’eiaculazione quando il problema vero è l’erezione.
  • Aumentare drasticamente la frequenza dei rapporti sperando che il secondo vada meglio: funziona qualche volta, ma non è una terapia e logora la coppia.
  • Usare anestetici in quantità crescente fino a perdere la sensazione del rapporto, che è il modo migliore per creare una disfunzione erettile secondaria.
  • Affidarsi a integratori senza una diagnosi: nessun prodotto da banco agisce sul riflesso eiaculatorio.
  • Non coinvolgere la partner, quando il disagio è di coppia.

Domande che arrivano in studio

Si guarisce davvero o si tiene solo sotto controllo?

Dipende dalla forma. L’acquisita guarisce quando si risolve la causa. La primaria si controlla molto bene, e il controllo tende a mantenersi nel tempo se al farmaco si affianca il lavoro comportamentale; con il solo farmaco, alla sospensione il quadro tende a riproporsi.

Quanto dura la prima visita e quanto costa?

La visita sessuologica costa 150 euro, la visita andrologica 140–150 euro e comprende l’ecografia se serve. Nello stesso appuntamento, quando il motivo lo richiede, eseguo l’esame obiettivo dei genitali e l’ecografia, così non si torna una seconda volta.

Può dipendere dalla prostata?

Sì, una prostatite cronica è una causa riconosciuta di eiaculazione precoce acquisita, spesso accompagnata da bruciore, fastidio perineale o dolore dopo l’eiaculazione. In quei casi il bersaglio della terapia è l’infiammazione.

Il preservativo è una soluzione?

Riduce un poco la stimolazione e in qualche forma lieve aiuta, ma non agisce sul meccanismo. Consideralo un accorgimento, non un trattamento.

Molti di questi quadri si intrecciano fra loro, e per vedere come conviene partire dalla pagina sull’andrologia e sui disturbi sessuali e riproduttivi dell’uomo. Si prenota al 011 836 941.

Fonti

  1. EAU Guidelines on Sexual and Reproductive Health. Linee guida europee su disfunzione erettile, disturbi dell’eiaculazione e infertilità maschile.
  2. Manuale MSD — Eiaculazione precoce. Forma primaria e forma acquisita, cause e trattamenti disponibili.