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Autopalpazione del testicolo: come si fa e che cosa è sospetto

giorgiodelnoceandrologoit · · 6 minuti di lettura

Schema dell’autopalpazione del testicolo, con epididimo e dotto deferente indicati
Illustrazione: BruceBlaus, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Il tumore del testicolo è la neoplasia più frequente fra i venti e i quarant’anni ed è anche quella con la più alta probabilità di guarigione quando viene intercettata presto. Non fa male, e questo è il problema: il segno iniziale è quasi sempre un nodulo duro e indolore, cioè qualcosa che non spinge nessuno ad andare dal medico. L’autopalpazione richiede un minuto al mese e serve a una cosa sola: accorgersi che qualcosa è cambiato rispetto al mese prima.

Quando e come si fa

Il momento giusto è subito dopo una doccia calda, quando lo scroto è rilassato e il testicolo si lascia esplorare. In piedi, un testicolo per volta.

  1. Appoggia il testicolo sul palmo di una mano per valutarne peso e dimensione, poi confrontalo con l’altro.
  2. Fallo scorrere fra pollice e indice ruotandolo lentamente, premendo con delicatezza: la superficie deve risultare liscia e la consistenza uniforme, paragonabile a quella di un uovo sodo sgusciato.
  3. Risali sul retro: lì trovi l’epididimo, una struttura allungata e più morbida che segue il profilo del testicolo. È normale, e ha la forma che spesso viene scambiata per una massa.
  4. Sopra l’epididimo riconosci il funicolo, un cordoncino che sale verso l’inguine.
  5. Ripeti dall’altro lato e tieni a mente la differenza fra i due: è il confronto nel tempo a dare l’informazione, non la singola palpazione.

Una volta al mese è sufficiente. Farlo tutti i giorni non aumenta la sensibilità, aumenta l’ansia.

Che cosa è normale e viene scambiato per un problema

  • Un testicolo più grande o più basso dell’altro. È la regola, non l’eccezione.
  • L’epididimo. Compatto, allungato, posteriore: la struttura che più spesso viene segnalata come nodulo.
  • Piccole cisti dell’epididimo. Morbide, mobili, ben distinte dal testicolo. Vanno viste almeno una volta, ma raramente danno problemi: ne parlo nella pagina su idrocele e cisti dell’epididimo, quando operare e quando no.
  • Un gruppo di vene palpabili in piedi, che spariscono da sdraiati. È la descrizione classica del varicocele, che si apprezza meglio sotto sforzo e trattenendo il respiro.

Che cosa invece va fatto vedere

  • Un nodulo duro dentro il testicolo, che fa corpo unico con esso e non si sposta. Che non faccia male non è rassicurante: è tipico.
  • Un aumento di consistenza o di volume di un solo testicolo rispetto al controllo precedente.
  • Una sensazione di peso persistente all’inguine o allo scroto.
  • Un idrocele comparso in poche settimane in un adulto giovane: la raccolta di liquido può nascondere ciò che sta sotto, e va sempre studiata con l’ecografia.
  • Dolore o aumento di volume del tessuto mammario, anche senza alcun disturbo scrotale: alcuni tumori testicolari producono ormoni e si manifestano così.
  • Un dolore acuto e improvviso: quello non è materia di autopalpazione ma di pronto soccorso, per le ragioni spiegate nella pagina sul dolore testicolare e sulla torsione del funicolo.

Chi dovrebbe farlo con più attenzione

Il rischio non è uguale per tutti. È più alto in chi ha avuto un criptorchidismo, cioè un testicolo non disceso, anche se corretto chirurgicamente da bambino, e anche nel testicolo controlaterale; in chi ha familiarità per tumore testicolare in padre o fratelli; in chi ha avuto un tumore all’altro testicolo; in chi ha un testicolo di volume ridotto o un quadro di infertilità. In queste situazioni l’autopalpazione non basta da sola e vale la pena programmare un controllo ecografico periodico.

Che cosa succede se trovi qualcosa

Il percorso è corto e va percorso in fretta, non perché sia probabile la diagnosi peggiore — molte formazioni palpabili sono benigne — ma perché il margine di vantaggio si gioca sulle settimane. Alla visita il nodulo viene localizzato e caratterizzato, e l’ecografia scrotale si esegue nella stessa seduta: distingue in pochi minuti una cisti dell’epididimo, un varicocele o una raccolta di liquido da una lesione intratesticolare. Se il quadro ecografico è sospetto si aggiungono i marcatori sul sangue, alfafetoproteina, beta-hCG e LDH, e si indirizza subito al centro di riferimento.

Un punto che vale la pena sapere prima: quando si prospetta un intervento, la crioconservazione del liquido seminale va proposta e organizzata prima dell’operazione. Chiederlo dopo è tardi, ed è una delle cose che più spesso viene dimenticata nella fretta.

Errori che costano tempo

  • Aspettare che faccia male, perché «se non duole non è niente».
  • Attribuire la scoperta a un trauma recente: un colpo fa esaminare il testicolo, non crea il nodulo.
  • Palparsi una volta e non ripetere mai più: senza confronto nel tempo l’esercizio perde quasi tutto il suo valore.
  • Rimandare perché si è in attesa di un’ecografia prenotata fra tre mesi: in questi casi la valutazione va anticipata, basta dirlo al telefono.
  • Confondere l’epididimo con una massa e vivere mesi di ansia senza farsi visitare.

Domande frequenti

Da che età ha senso iniziare?

Dall’adolescenza, ed è anche l’età in cui si intercettano varicocele e altre condizioni correggibili. È uno dei motivi per cui propongo un controllo andrologico programmato a 14, 16 e 18 anni, descritto nella pagina sull’andrologia screening e la prevenzione in età adolescenziale.

Ho trovato una pallina morbida sopra il testicolo: devo preoccuparmi?

La descrizione corrisponde più spesso a una cisti dell’epididimo, che è benigna. «Più spesso» però non è «sempre», e distinguerla richiede trenta secondi di ecografia: è un controllo che vale la pena fare una volta, per poi smettere di pensarci.

L’ecografia si fa in studio o devo prenotarla altrove?

Si esegue nella stessa seduta della visita, con l’ecografo presente in ambulatorio. La visita costa 140–150 euro e comprende l’ecografia quando è indicata, quindi si esce con un referto completo invece che con una richiesta da prenotare.

Imparare a riconoscere quello che si tocca è il primo gradino; il secondo è sapere quando una valutazione non può aspettare, argomento che tratto per esteso nella pagina sulla visita andrologica a Torino, che cosa comprende e quando prenotarla. Per un controllo si telefona al 011 836 941: lo studio riceve martedì e giovedì dalle 14 alle 20 e non serve impegnativa.

Fonti

  1. AIRC — Tumore del testicolo. Fattori di rischio, segni iniziali e probabilità di guarigione.
  2. EAU Guidelines on Testicular Cancer. Diagnosi, marcatori, stadiazione e trattamento del tumore del testicolo.

L’autore di questa pagina

Dott. Giorgio Del Noce

  • Medico chirurgo, specialista in Urologia — Ordine dei Medici di Torino n. 13591
  • Andrologo e sessuologo, studio in Via San Pio V, 32 a Torino
  • Responsabile Andrologo Urologo presso Promea Day Surgery
  • Ultimo aggiornamento di questa pagina: 15 ottobre 2026 — come sono scritti i contenuti