Studio Dr. Giorgio Del Noce Dott. Giorgio Del NoceAndrologia · Urologia

Spermiogramma: come si legge il referto, riga per riga

giorgiodelnoceandrologoit · · 8 minuti di lettura

Campo microscopico con spermatozoi umani, come si osservano durante lo spermiogramma
Foto: Prof. Ideal, CC0, via Wikimedia Commons

Un referto dello spermiogramma non dice se un uomo è fertile o sterile: dice quanto il campione di quel giorno si discosta da quello di uomini la cui partner ha concepito entro un anno. È una differenza che cambia tutto il resto della lettura, perché i numeri stampati accanto ai tuoi non sono soglie fra sano e malato, ma percentili. Qui spiego che cosa guardo riga per riga, quali voci pesano più di quanto si creda, quali meno, e quando un esame alterato va semplicemente ripetuto.

Che cosa sono davvero i valori di riferimento

I limiti riportati nel referto vengono dal manuale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e corrispondono al quinto percentile di una popolazione di uomini fertili, cioè di uomini che hanno concepito entro dodici mesi. Tradotto: cinque uomini fertili su cento stanno sotto quella soglia. Un valore di poco inferiore non è una diagnosi di infertilità, e un valore ampiamente sopra non garantisce una gravidanza. Lo spermiogramma misura una probabilità, non uno stato.

C’è anche una ragione tecnica per cui due referti non sono sempre confrontabili: la sesta edizione del manuale, del 2021, ha rivisto i limiti inferiori, ma una parte dei laboratori riporta ancora quelli dell’edizione del 2010. Lo stesso campione può così risultare nella norma in un centro e borderline in un altro. Prima di allarmarsi conviene guardare quale edizione cita il referto e, al controllo successivo, tornare dallo stesso laboratorio.

I parametri, uno per uno

ParametroLimite inferiore (WHO 2021)Che cosa orienta
Volume dell’eiaculato1,4 mlUn volume basso fa pensare prima di tutto a una raccolta incompleta; se si ripete, a un’eiaculazione retrograda o a un problema ostruttivo delle vie seminali
Concentrazione16 milioni/mlÈ il numero che tutti guardano per primo, ma da solo dice poco: dipende dal volume con cui viene diluito
Numero totale per eiaculato39 milioniPiù informativo della concentrazione, perché mette insieme volume e densità: è il vero carico di spermatozoi disponibile
Motilità totale42%Comprende anche chi si muove sul posto, quindi va letta insieme alla progressiva
Motilità progressiva30%Gli spermatozoi che avanzano: è il parametro più legato alla probabilità di concepimento spontaneo
Vitalità54%Diventa decisiva quando la motilità è quasi azzerata: distingue gli spermatozoi vivi ma immobili da quelli morti, e le due situazioni hanno cause diverse
Morfologia (forme tipiche)4%Valutata con criteri molto stretti: un 3% non è una catastrofe, e la variabilità fra operatori è alta
pH7,2Un pH acido insieme a un volume ridotto è il segnale classico di un ostacolo a valle dei testicoli
Leucocitimeno di 1 milione/mlSopra questo valore si indaga un’infiammazione delle vie seminali con spermiocoltura ed esame delle urine

Il fatto che la morfologia sia il parametro che spaventa di più, e insieme quello meno riproducibile, spiega perché non costruisco quasi mai una decisione su quel solo numero. Al contrario, il numero totale di spermatozoi e la motilità progressiva, letti su due esami, orientano il percorso in modo molto più stabile.

Le righe che quasi nessuno legge

Sotto la tabella dei valori principali ci sono voci che in molti referti passano inosservate e che invece spostano la diagnosi.

  • Tempo di fluidificazione e viscosità. Un campione che resta denso oltre un’ora intrappola gli spermatozoi e abbassa artificialmente la motilità misurata. Prima di parlare di astenozoospermia va escluso questo.
  • Agglutinazione. Spermatozoi che si attaccano fra loro a testa a testa o a coda a coda suggeriscono una componente immunologica: si approfondisce con il MAR test o con la ricerca degli anticorpi antispermatozoo.
  • Cellule rotonde. Non sono automaticamente leucociti: possono essere cellule immature della linea spermatica. Confonderle porta a cicli di antibiotico inutili.
  • Volume basso con pH acido e azoospermia. È la combinazione che fa sospettare un’ostruzione o l’assenza congenita dei dotti deferenti, condizione legata alle mutazioni del gene della fibrosi cistica. Qui il percorso non è ripetere l’esame, ma studiare le vie seminali ed estendere l’indagine genetica, come descritto nella pagina su azoospermia e recupero chirurgico degli spermatozoi con MicroTESE.
  • Assenza totale di spermatozoi. Non si accetta sul primo vetrino: il laboratorio deve centrifugare il campione e riesaminare il sedimento. Qualche spermatozoo recuperato in questo modo cambia la classificazione e, con essa, le prospettive.

Perché il controllo si fa dopo tre mesi e non dopo tre settimane

La produzione di uno spermatozoo maturo richiede circa settantadue giorni, ai quali si aggiunge il tempo di transito nell’epididimo. Tutto quello che è successo nelle sei-otto settimane precedenti alla raccolta è già scritto nel campione, e nulla di quello che fai oggi comparirà nel referto di fra venti giorni.

Questo spiega due cose. La prima: una febbre alta, un ciclo di antibiotici, un intervento, un periodo di lavoro al caldo o una forte perdita di peso possono peggiorare un esame senza che esista una malattia andrologica. La seconda: ripetere lo spermiogramma dopo poche settimane per vedere se qualcosa è cambiato è tempo buttato. L’intervallo corretto per un secondo esame è di due-tre mesi, con la stessa astinenza, idealmente nello stesso laboratorio.

L’astinenza, appunto: fra due e cinque giorni. Più corta riduce la concentrazione, più lunga peggiora motilità e vitalità. È l’unica variabile completamente sotto il tuo controllo e viene sbagliata regolarmente.

Gli errori che vedo più spesso

  • Confrontare due referti di laboratori diversi, con metodi e limiti di riferimento diversi, e leggere come peggioramento una differenza di metodo.
  • Perdere la prima frazione dell’eiaculato durante la raccolta: è quella che contiene la quota maggiore di spermatozoi, e la sua perdita produce un referto molto peggiore della realtà.
  • Portare il campione da casa con un tragitto lungo o esposto al freddo.
  • Considerare chiusa la questione perché «i valori sono normali», senza che l’uomo sia mai stato visitato: un varicocele si palpa, non si vede nel referto.
  • Iniziare integratori per sei mesi al posto della diagnosi, e ripetere l’esame solo alla fine.
  • Non dichiarare l’assunzione di testosterone o di anabolizzanti: senza quell’informazione il referto viene interpretato nel modo sbagliato.

Che cosa succede dopo un referto alterato

Il passaggio successivo non è un altro esame di laboratorio, ma una visita. Serve a palpare i testicoli e il funicolo, a cercare un varicocele in piedi e sotto Valsalva, a verificare volume e consistenza testicolare, a raccogliere la storia clinica che il referto non contiene. Nello studio l’ecografia si esegue nella stessa seduta quando il quadro lo richiede, quindi un sospetto di varicocele si conferma e si gradua subito con l’ecocolordoppler dei funicoli spermatici. In parallelo si valutano FSH, LH e testosterone, che distinguono un problema di produzione da un problema di trasporto.

Domande che arrivano con il referto in mano

Un valore sotto la soglia significa che non potrò avere figli?

No. Significa che quel campione sta sotto il quinto percentile di una popolazione fertile. Gravidanze spontanee avvengono anche con parametri inferiori, e coppie con parametri perfetti possono non concepire per ragioni che stanno altrove. Il referto è un elemento del quadro, non il verdetto.

Posso raccogliere il campione a casa?

Solo se il laboratorio lo consente e se il tragitto è breve: il campione va mantenuto a temperatura corporea e consegnato entro l’intervallo indicato dal centro. Con un trasporto lungo la motilità misurata scende e il referto descrive il viaggio, non te.

Gli integratori migliorano i numeri?

In alcuni quadri possono dare un contributo, ma non correggono una causa meccanica come un varicocele o un’ostruzione, né riaccendono una produzione soppressa dal testosterone esogeno. Il problema non è prenderli: è prenderli per mesi rinviando la diagnosi.

Devo portare anche gli spermiogrammi vecchi?

Sì, tutti, in originale. La serie nel tempo vale più di qualunque esame singolo, e un referto di cinque anni fa può dimostrare che il quadro è stabile oppure che sta peggiorando: sono due situazioni con tempi decisionali diversi.

Lo spermiogramma è il punto di partenza, non la conclusione: il percorso completo, dalle cause più frequenti fino al recupero chirurgico degli spermatozoi, è descritto nella pagina dedicata all’infertilità maschile e al suo iter diagnostico, mentre la causa correggibile che si incontra più spesso ha una pagina sua, quella sul varicocele e sulla correzione con tecnica di Tauber. Per portare i referti in visita si prenota al 011 836 941, martedì e giovedì pomeriggio.

Fonti

  1. WHO laboratory manual for the examination and processing of human semen, 6ª edizione (2021). Organizzazione Mondiale della Sanità: metodo di analisi e limiti inferiori di riferimento dei parametri seminali.
  2. EAU Guidelines on Sexual and Reproductive Health. Linee guida europee su disfunzione erettile, disturbi dell’eiaculazione e infertilità maschile.

L’autore di questa pagina

Dott. Giorgio Del Noce

  • Medico chirurgo, specialista in Urologia — Ordine dei Medici di Torino n. 13591
  • Andrologo e sessuologo, studio in Via San Pio V, 32 a Torino
  • Responsabile Andrologo Urologo presso Promea Day Surgery
  • Ultimo aggiornamento di questa pagina: 15 ottobre 2026 — come sono scritti i contenuti