Studio Dr. Giorgio Del Noce Dott. Giorgio Del NoceAndrologia · Urologia

Farmaci che tolgono l’erezione: quali sono e che cosa fare

giorgiodelnoceandrologoit · · 8 minuti di lettura

Quando un’erezione se ne va nel giro di poche settimane e l’unica cosa cambiata è una scatola nuova nel cassetto dei farmaci, il sospetto è ragionevole. La risposta però non è sospendere: è capire se quel farmaco è davvero la causa e, nel caso, concordare una sostituzione con chi l’ha prescritto. Nella maggior parte delle classi esiste una molecola alternativa che fa lo stesso lavoro con un impatto sessuale minore, e interrompere da soli un antipertensivo o un antidepressivo costa molto più di quanto risolva.

Come si riconosce una disfunzione erettile da farmaco

Tre elementi la rendono probabile. Il primo è il rapporto temporale: il disturbo compare entro poche settimane dall’introduzione o dall’aumento di dose, non a distanza di anni. Il secondo è la modalità di comparsa: brusca, non progressiva. Una disfunzione vascolare si installa per gradi nell’arco di mesi, quella da farmaco ha una data d’inizio che il paziente spesso ricorda con precisione.

Il terzo elemento è la conservazione delle erezioni spontanee. Erezioni notturne e al risveglio presenti, difficoltà solo nel rapporto, orientano verso una causa non organica o farmacologica; la loro scomparsa completa indica più spesso una componente vascolare, neurologica o ormonale. La distinzione non è accademica: cambia gli esami che chiedo e l’ordine in cui li chiedo.

Attenzione però a un’illusione ottica frequente: molti farmaci sospetti vengono prescritti per malattie che da sole danneggiano l’erezione. Ipertensione, diabete, depressione e dislipidemia sono fattori di rischio vascolare. Attribuire tutto alla pastiglia e dimenticare la malattia che l’ha resa necessaria è il modo migliore per non trovare la causa.

Le classi coinvolte più spesso

Farmaci per la pressione

I diuretici tiazidici e i betabloccanti più vecchi sono quelli storicamente associati al problema. All’interno della stessa famiglia le differenze sono però ampie: fra i betabloccanti, le molecole con attività vasodilatante hanno un profilo sessuale migliore, e ACE-inibitori, sartani e calcio-antagonisti sono in genere i più neutri. Una pressione ben controllata protegge l’erezione sul lungo periodo: l’obiettivo non è togliere la terapia, è trovare la combinazione giusta.

Antidepressivi e antipsicotici

Gli inibitori della ricaptazione della serotonina riducono desiderio e, soprattutto, ritardano o bloccano l’eiaculazione; l’effetto sull’erezione è più variabile. Alcuni antipsicotici alzano la prolattina e per quella via abbassano il testosterone, con calo del desiderio e difficoltà erettile. In questi casi il dosaggio della prolattina è un esame che vale la pena fare prima di qualunque altra cosa. Nessuna di queste terapie si modifica senza lo psichiatra che la segue.

Finasteride e dutasteride

Gli inibitori della 5-alfa-reduttasi si usano per l’ipertrofia prostatica benigna e i suoi disturbi urinari e, a dose più bassa, per l’alopecia androgenetica. Una quota di pazienti riferisce calo del desiderio, difficoltà erettile o riduzione del volume dell’eiaculato. C’è poi un effetto che riguarda la diagnostica e non la sessualità: questi farmaci dimezzano il PSA, quindi il valore va raddoppiato per essere interpretato, altrimenti un aumento reale passa inosservato.

Terapie ormonali per il carcinoma prostatico

La soppressione androgenica riduce in modo prevedibile desiderio ed erezioni. Qui non si tratta di cercare un’alternativa: la terapia serve, e il discorso si sposta su che cosa si può fare per la qualità della vita sessuale durante il trattamento, argomento che va affrontato apertamente e non rimandato.

Oppioidi

Un uso prolungato di oppioidi per dolore cronico sopprime l’asse ormonale e produce ipogonadismo con calo del desiderio e deficit erettile. È una causa sottovalutata perché nessuno collega l’antidolorifico alla sessualità: in questi pazienti il testosterone del mattino va dosato.

Alcol, cannabis e anabolizzanti

L’alcol in quantità elevate e l’uso regolare di cannabis peggiorano erezione e desiderio. Il capitolo degli steroidi anabolizzanti è a parte, perché il danno non riguarda solo l’erezione ma la produzione di spermatozoi: ne parlo nella pagina su testosterone basso, sintomi e terapia sostitutiva.

Due situazioni in cui conta la sicurezza, non il fastidio

Chi assume nitrati o nitroderivati per l’angina non può usare sildenafil, tadalafil o gli altri farmaci della stessa famiglia: l’associazione provoca una caduta pressoria pericolosa. Vale anche per i nitriti inalati venduti come «poppers». È una controindicazione assoluta, non una precauzione.

Chi assume alfa-litici per i disturbi urinari da prostata ingrossata può andare incontro a ipotensione quando questi farmaci si combinano con gli induttori dell’erezione: l’associazione è possibile ma va impostata da chi conosce entrambe le terapie, con dosi e orari concordati. In entrambi i casi il problema nasce quando le pastiglie arrivano da un amico o da un sito, senza che nessuno sappia che cosa si sta già prendendo.

Sul versante opposto, quello dei farmaci che l’erezione la sostengono, la molecola più nota resta il sildenafil, presente in commercio sia come specialità originale sia in più versioni generiche, con dosaggi e formulazioni differenti, comprese le compresse orodispersibili. Le varianti disponibili e le differenze fra loro sono descritte in dettaglio nella scheda sul sildenafil generico di UrologoMed.

Che cosa faccio in visita quando il sospetto è farmacologico

Il primo passo è materiale: l’elenco completo di farmaci e integratori, con dosi e date di inizio. Le confezioni sono meglio della memoria. Poi verifico che sotto al farmaco non ci sia dell’altro, perché un deficit erettile è anche un segnale vascolare precoce: pressione, circonferenza addominale, glicemia, profilo lipidico, testosterone totale del mattino e prolattina quando il quadro lo suggerisce. Quando serve chiarire la componente vascolare, l’ecocolordoppler penieno dinamico si esegue in sede.

Solo a quel punto ha senso proporre una modifica, che scrivo e che il paziente porta a chi ha prescritto la terapia. La rivalutazione si fa a sei-otto settimane dal cambio: prima non si capisce nulla, perché l’effetto della molecola precedente deve esaurirsi e perché la componente di ansia da prestazione, che a quel punto si è installata, ha bisogno di qualche settimana di esperienze positive per spegnersi.

Errori frequenti

  • Sospendere l’antipertensivo per conto proprio e presentarsi un mese dopo con la pressione fuori controllo.
  • Acquistare induttori dell’erezione online senza dire quali altri farmaci si assumono.
  • Attribuire al farmaco un disturbo iniziato mesi prima della prescrizione.
  • Dimezzare da soli il dosaggio di un antidepressivo, con il rischio di ricaduta.
  • Non riferire l’uso di finasteride a chi interpreta il PSA.
  • Considerare normale un calo del desiderio durante terapia con oppioidi senza mai dosare il testosterone.

Domande ricorrenti

Se smetto il farmaco, l’erezione torna come prima?

Nella maggior parte dei casi il recupero arriva entro qualche settimana dalla sospensione o dalla sostituzione, ma non è automatico: se nel frattempo è emersa una componente vascolare o si è consolidata l’ansia da prestazione, serve affrontare anche quelle. Per questo la rivalutazione si programma, non si lascia al caso.

Posso prendere il farmaco per l’erezione insieme alla terapia per la pressione?

Quasi sempre sì, con l’eccezione dei nitrati, che sono una controindicazione assoluta, e con cautela negli alfa-litici. La condizione è che chi prescrive conosca l’intera lista: il rischio non sta nella singola molecola, sta nelle associazioni fatte all’insaputa del medico.

Devo portare qualcosa alla prima visita?

Le confezioni o un elenco scritto di tutto quello che assumi, integratori e prodotti da palestra compresi, con le date di inizio. E gli esami del sangue recenti, se ci sono. La visita costa 140–150 euro e comprende l’ecografia quando è indicata.

Un deficit erettile che nasce da una pastiglia resta comunque un deficit erettile, e si inquadra con lo stesso metodo descritto nella pagina sulla disfunzione erettile, le sue cause e i trattamenti disponibili. Per discuterne con l’elenco dei farmaci davanti, lo studio riceve martedì e giovedì dalle 14 alle 20: si prenota al 011 836 941.

Fonti

  1. EAU Guidelines on Sexual and Reproductive Health. Linee guida europee su disfunzione erettile, disturbi dell’eiaculazione e infertilità maschile.
  2. EAU Guidelines on Male Hypogonadism. Criteri diagnostici dell’ipogonadismo, indicazioni e limiti della terapia con testosterone.

L’autore di questa pagina

Dott. Giorgio Del Noce

  • Medico chirurgo, specialista in Urologia — Ordine dei Medici di Torino n. 13591
  • Andrologo e sessuologo, studio in Via San Pio V, 32 a Torino
  • Responsabile Andrologo Urologo presso Promea Day Surgery
  • Ultimo aggiornamento di questa pagina: 16 ottobre 2026 — come sono scritti i contenuti